Se un uomo muore i benpensanti gridano allo scandalo, dicono che non è giusto morire così giovani, dicono che non è giusto che avvenga così, che se ci fosse un qualche dio dovrebbe impedire certe cose.
Poi gli stessi benpensanti chiedono che una persona viva sia lasciata morire di fame. Non è eutanasia. E' omicidio volontario. E dicono sia giusto così, quelle stesse persone, con tanto di toga e di ermellino.
Non è giusto che avvenga così... Adesso però lo dico io!
Gli handicappati vengono già da tempo eliminati fisicamente prima ancora di nascere, i malati adesso si possono uccidere. Il prossimo passo sarà ammazzare i vecchi soli e i figli orfani. Tanto soffrirebbero e basta e prima o poi dovrebbero morire.
E Dio lo permette, ma poi sarà Lui a giudicare.
E' un mistero terribile la morte, che io non capisco appieno, che fa soffrire tantissimo, perché non siamo capaci di comprendere come mai qualcuno ci possa abbandonare. Come si fa a categorizzarla, a giudicarla, a legiferarla?
Quanto siamo piccoli a volte noi uomini.
Non immaginate quanto io ci stia male.
venerdì 14 novembre 2008
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7 commenti:
tu non devi gridare allo scandalo perchè se una persona sceglie di morire sono solo fatti suoi. scelta sua o di chi deve scegliere per lei. si chiama autodeterminazione.
se vuoi pensare a qualcuno pensa a dar da mangiare ai bambini africani: quello è omicidio, eluana è libera scelta, sua e di suo padre disperato dal vedere una bara aperta da 17 anni.
Piccolo particolare: quando una persona sceglie di morire si chiama suicidio. Poi quando è un altro a deciderlo si chiama omicidio.
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=22370
Chiediamoci solamente cosa vuole un uomo. Se l'uomo desidera morire, perchè bisogna costringerlo a stare in vita? Perchè costringiamo una persona a restare per 17 anni in una condizione come quella di Eluana? Che senso ha? Ah già... ci sono degli ideali da sostenere. Che schifo. Che schifo quando gli ideali calpestano il diritto di una persona. E non parlo del diritto a morire, ma del sano diritto alla libertà.
non si chiama omicidio: abbiamo la volontà di eluana, abbiamo la volontà del suo tutore legale, cioè il padre.
per VIVERE non basta respirare....
ma se non siamo liberi di dire al nostro cuore di battere perché dobbiamo essere liberi di dire al nostro cuore di non farlo?
la tua è una questione etica: sono intime convinzioni, ma questa è un'altra storia
purtroppo ci sono tante persone con dei problemi enormi che ogni giorno ti dimostrano che si puo far smettere di battere il proprio cuore. scelte loro: la libertà personale finisce quando lede quella di un altro, non è questo il caso di eluana
Non mi sembra il caso di proseguire nella discussione. Io ho posto un'altra questione.
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