giovedì 5 febbraio 2009

...cosa dicevano i tuoi occhi...

Eluana è su un letto di ospedale, freddo come un tavolo di marmo, marmo come quello di una macelleria, del mattatoio. Cos'è rimasto di quella ragazza, ora donna, che apre gli occhi, respira, a volte sorride...?
Cosa succede ora? Davvero aspettiamo l'ennesimo spargimento di sangue in nome di una vita che -se non rispetta le mondane regole della buona società- merita la morte? Altri decidono se una vita deve essere vissuta o peggio noi stessi, o chi per noi?

Il punto è che negare che la condanna a morte di Eluana sia una condanna a morte è negare che la sua sia vita. Che è negare che la nostra vita sia nostra, cioè dono. Perché tutto ciò che è nostro ci è stato dato, se no è come rubare.
Tutto qui.

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